Qualche tempo fa ho ricevuto una richiesta di contatto su LinkedIn che al momento mi è parsa abbastanza strana perché proveniva da un Colonnello dell’Aeronautica Militare. Incuriosita, cerco di capire “perché” volesse entrare in contatto con me che mi occupo di donne nel mondo del lavoro, penso possa avermi scritto per errore.

Tutt’altro. Scopro una persona interessata e molto lucida sul valore della diversità nel mondo del lavoro, anche se il suo è un contesto piuttosto particolare… Quello delle Forze Armate!
“In Aeronautica Militare le donne hanno fatto il loro ingresso da poco, rivelandosi estremamente preparate e motivate. Nei concorsi risultano sempre più preparate degli uomini. Negli USA da poco è stata concessa la quarta stella ad una donna generale dell’aviazione (massimo livello gerarchico) e ti posso garantire che non le hanno fatto alcun regalo” mi scrive Piero.

Apro così una piccola finestra sulla realtà delle Forze Armate Italiane dove, diversamente da quello che mi sarei aspettata, le donne stanno iniziando a farsi strada con grinta e determinazione.

Le donne italiane con le stellette sono, attualmente, circa 11.000 tra Ufficiali, Sottufficiali e Volontarie.

In Aeronautica le donne sono entrate nel 2000 e possono accedere a tutte le specialità e ruoli, anche di combattimento. In Aeronautica le donne in servizio sono circa 800, su una popolazione di 42.000 effettivi. Il massimo grado attualmente raggiunto dalle donne in Aeronautica è quello di Maggiore.

Vengo a conoscenza della storia di Paola, la prima donna a pilotare un aereo Jumbo.
Di Carla, la prima donna Istruttore di volo.
E di Sabrina, una delle poche donne Capitano che alla guida del suo velivolo C130J ha svolto missioni umanitarie in Ciad, Ghana, Uganda e anche operative in Afghanistan. “Sono fiera di svolgere questo lavoro, se solo si pensa che ancora negli anni ’30 c’erano articoli di giornale che affermavano che una donna non sarebbe mai diventata un pilota militare” dice Sabrina.

Cosa ho capito dalle loro storie?
Queste giovani donne si avvicinano a questa professione guidate da una grande passione, quella per il volo. Nel nome di questa passione, affrontano un ambiente prettamente maschile con determinazione ma anche spirito di adattamento.
Sono motivate a guadagnarsi i propri spazi dimostrando di avere tutte le carte in regola: “sono diventata un pilota militare grazie alla mia determinazione, all’addestramento, alla mia abilità ed alle mie capacità tecniche. Questo è un fatto che non può essere negato e negli ambiti in cui oggi sono chiamata ad operare le differenze uomo-donna si annullano” scrive Sabrina.

Sebbene stiamo parlando di un contesto totalmente maschile in cui l’avanzamento di carriera per una donna sembrerebbe particolarmente difficile, il fatto che le regole siano chiare e trasparenti rendono il gioco più equo? Chissà.

Intanto in bocca al lupo giovani donne coraggiose!

http://www.aeronautica.difesa.it/