Sono stata alla presentazione del premio Great Place To Work, la classifica delle aziende con il miglior clima organizzativo. Iniziata negli USA più di 50 anni fa, la classifica da circa 10 anni è presente in Italia e osserva, attraverso un questionario di satisfaction inviato ai dipendenti, la qualità del clima all’interno delle aziende aderenti.

Mi è sempre piaciuta questa classifica perché mette in competizione le aziende da un punto di vista molto “sano” cioè la capacità di investire nel capitale umano.

Sebbene esistano da anni teorie che spiegano che investire nella motivazione dei dipendenti si traduca in un aumento di produttività ed engagement verso l’azienda, il tema non sembra del tutto entrato nelle decisioni di management delle aziende del nostro paese. Quindi ben vengano gli spunti e la visibilità alle aziende che invece fanno del capitale umano un punto di forza.

Tra le aziende medie (meno di 500 dipendenti) la prima classificata è risultata Cisco.

Tra le aziende grandi ha vinto Microsoft.
Conosco bene quest’azienda che adotta pratiche di flessibilità davvero creative, come ho avuto modo di approfondire in un’intervista all’ex CEO Pietro Scott Jovane, l’anno scorso.

Questa volta però ho voluto cercare un’opinione all’interno un po’ meno istituzionale e ho chiesto alla mia amica G. di svelarmi se è davvero tutto oro quello che luccica. Sentite cosa risponde.

“…E’ davvero tutto vero quello che hai sentito relativamente alla flessibilità lavorativa, sia in termini di tempi che di luogo. Quando è uscito il risultato di Great Place To Work, io stessa mi sono ritrovata a commentarlo con il mio team, e ho esordito dicendo che secondo me era un risultato davvero meritato e che NON esiste nessuna società in Italia dove si possa stare meglio, e uno dei principali motivi di questa affermazione è proprio la flessibilità lavorativa.

Giusto per darti un’idea, qui la gente entra ed esce ad ogni ora, e nessuno ti guarda, o guarda l’orologio, o ti fa battute  Anche nel mezzo dei meeting, c’è gente che si alza, se ne va, e ti dice che continuerà a partecipare dalla macchina o da casa. Ma a nessuno interessa. L’importante è che ognuno faccia il proprio lavoro, e raggiunga gli obiettivi che gli sono stati assegnati.

Per quanto riguarda la location, ti confermo, che nei meeting, difficilmente tutti i partecipanti sono nella stessa sala. Le persone possono decidere se venire dal vivo o semplicemente connettersi via telefono o PC. Ma, ripeto, a nessuno importa dove sei, l’importante è che se ti viene chiesto qualcosa tu ci sia e sappia rispondere.

Infine ti dico anche che è stata aperta una palestra, dove ognuno può andare a qualsiasi ora. Abbiamo addirittura pianificato i corsi con il personal trainer a diverse ore …”

Che dire? Bravi Microsoft, dove si manda il CV?