Oggi vi raccontiamo l’esperienza di ABB, che non solo condivide il valore della diversity in azienda, ma approccia il tema in modo molto concreto e pragmatico. Ne parliamo con Silvia Parma e Simona del Papa, rispettivamente HR Country Manager e HR Center Manager.

  • Perché nella vostra realtà aziendale ritenete importante perseguire l’obiettivo di un riequilibrio di genere?

Un equilibrio tra differenti prospettive e stili di leadership contribuisce allo sviluppo di ambienti di lavoro più collaborativi ed efficaci. Numerose ricerche hanno dimostrato che una scarsa presenza femminile nei livello manageriali medio alti comporta una perdita di valore per le aziende, una maggiore rappresentanza femminile ai vertici porta a organizzazioni più armoniche, innovative e con migliori performance dal punto di vista economico-finanziario. Le donne inoltre conseguono risultati accademici mediamente migliori rispetto agli uomini e la mancata valorizzazione del loro talento causa un utilizzo non ottimale del basket di potenziali. Inoltre un’attenzione al tema della Diversity in generale ci permette di essere riconosciuti internamente ed esternamente come azienda sensibile, innovativa e maggiormente attrattiva.

  • Quali iniziative avete già messo in atto o intendete mettere in atto per aumentare la presenza femminile nell’organizzazione?

Le iniziative già messe in atto sono molteplici; siamo partiti da un’analisi dei KPI e dal loro costante monitoraggio fino ad arrivare all’inserimento nel nostro piano formativo di alcune edizioni del corso “Stili di Leadership” fino ad arrivare all’organizzazione di Role Model interni. Per quanto riguarda il corso, a cui hanno partecipato sia uomini che donne, l’obiettivo è stato quello di valorizzare i diversi stili di leadership e di favorire la loro integrazione; l’attività di Role Model invece è stata un’opportunità per alcuni talenti femminili di incontrare, fare domande e condividere esperienze con la nostra Amministratrice Delegata in un ambiente informale durante un pranzo. Recentemente abbiamo inoltre lanciato una Survey dal titolo “Mapping Gender Diversity”, in collaborazione con ValoreD e McKinsey, che ha visto coinvolti circa 800 dipendenti, e che ci darà informazioni sul punto di vista della popolazione di ABB, ma che nello stesso tempo ci permetterà di capire il nostro posizionamento rispetto ad altre aziende associate a Valore D con l’obiettivo di definire poi nuove proposte concrete di azione in questo ambito. Verranno poi organizzati dei workshop con managers della nostra organizzazione per definire un chiaro committement e precisi obiettivi da raggiungere; aumentare ulteriormente la sensibilità di tutto il management e creare così una cultura allineata sul tema. In tutti i nostri programmi di sviluppo interni abbiamo inserito del moduli riguardanti la Gender Diversity e abbiamo aumentato notevolmente nel 2013 il numero di donne coinvolte in incontri one-to-one con i managers per una maggior e conoscenza e visibilità dei talenti femminili presenti nella nostra società. Partecipiamo ad iniziative di collaborazione con le Università e le scuole superiori e quest’anno saremo presenti al politecnico di Milano nella prima edizione del POLIMI WOMEN SUMMIT: occasione per presentare la propria policy riguardo la diversity di genere, le posizioni aperte e i percorsi di carriera rivolti ai diversi target e ricevere i CV di studentesse e neolaureate interessate a proporsi. Inoltre continueremo a sostenere e partecipare a tutte le iniziative proposte da ValoreD: corsi di formazione, laboratori, workshop e programma di Mentorship al femminile. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione che valorizzi tutte le iniziative messe in atto.

  • Cosa vi ha portato ad avvicinarvi e associarvi rispettivamente a Valore D in Italia e ad Advance in Svizzera? 

Il desiderio di collaborare con una associazione innovativa e concreta. La necessità di un supporto che si caratterizza per essere semplice ma di valore e per una forte spinta verso la condivisione di best practices, obiettivi, strumenti e strategie fra aziende. La partecipazione ad una associazione come Valore D consente inoltre la conoscenza diretta di colleghi e colleghe di altre organizzazioni con cui scambiarsi giudizi, esperienze e ceare un network fondamentale per lo sviluppo di progetti di Gender Diversity.

  • Avete un consiglio da dare alle aziende che stanno iniziando a lavorare sul tema dei talenti femminili?

Ogni realtà è specifica e ha delle peculiarità legate alla propria storia e cultura. In generale riteniamo ci siano due passi fondamentali dai quali iniziare: il primo passo è la consapevolezza (KPI, misurazione del tema) e il secondo passo è il committment e sensibilizzazione del management come volano per tutte le inziative concrete che si vogliono iniziare.