Il dibattito sulla necessità di un maggiore sviluppo delle donne nel mondo del lavoro e della loro inclusione nelle stanze del potere è stato quanto mai vivace negli ultimi mesi.

In particolare, le “affirmative actions” attuate dal mondo politico stanno iniziando a porre ad aziende e istituzioni il problema di come attrarre e trattenere un sempre maggior numero di donne di talento.

Il tema della presenza delle donne nel mondo del lavoro è spesso collegato a quello della conciliazione famiglia-lavoro.

Da un nostro recente approfondimento rivolto alle donne in carriera, emergeva quali fossero le principali criticità e le soluzioni auspicate dalle donne in questo senso.

Ma la conciliazione famiglia lavoro è un bisogno solo delle donne? Che cosa pensano gli uomini? Sono soddisfatti del loro equilibrio lavoro-vita privata?

DONNALAB, società di consulenza e ricerca sul panorama lavorativo italiano, ha svolto un’indagine con l’obiettivo di esplorare la soddisfazione per il proprio lavoro, le opportunità di carriera, il work-life balance di circa 200 uomini dipendenti di aziende, banche, società di servizi, studi legali. Il campione è distribuito tra uomini con e senza figli, di età media attorno ai 38 anni, che ricoprono una posizione di quadro o superiore.

Presentiamo qui i principali risultati della survey agli uomini, integrati con il precedente approfondimento rivolto alle donne.

Le donne sono più motivate

Gli intervistati hanno espresso, nel complesso, un livello elevato di soddisfazione verso il proprio lavoro: più dell’80% si dichiara “abbastanza” o “molto” soddisfatto. Se facciamo uno zoom sul gruppo dei più convinti, cioè coloro che si dichiarano MOLTO soddisfatti del proprio lavoro, il 70% dei rispondenti è rappresentato da donne e il 30% da uomini. Entrambi i gruppi dichiarano che il lavoro ha un’elevata importanza nella propria vita (il valore medio è 7 in una scala da 1 a 10). Questi risultati non variano tra persone con e senza figli.

Le donne fanno più fatica e gli uomini… Lo sanno!

La maggioranza delle intervistate sostiene che per una donna fare carriera sia più difficile che per un uomo. Il principale ostacolo è la maternità, come confermato da più del 90% delle donne. Lo dichiarano le mamme, che esprimono un loro vissuto, ma anche le donne senza figli che esprimono evidentemente una preoccupazione a priori. Tale consapevolezza è ben presente anche negli uomini: l’85% degli intervistati afferma che le donne sono penalizzate nella carriera dalla maternità, consapevolezza che aumenta ulteriormente tra gli uomini con figli.

Dottore e Signorina

Un altro fattore che rende difficoltosa la crescita professionale delle donne è “l’aspetto culturale”, citato dal 60% delle intervistate. Vengono segnalati, ad esempio, lo stereotipo che si manifesta in un atteggiamento di bassa legittimazione dei colleghi uomini verso le colleghe: “… In riunione io ero sempre “signorina” ed il mio praticante era “avvocato”; lo stile di leadership, che impone alle donne di assumere atteggiamenti maschili per emergere: “Se una donna è determinata e molto diretta viene subito tacciata di aggressività, la medesima condotta tenuta da un uomo, lo rende un manager preparato agli occhi dell’azienda…; la competizione in famiglia che si traduce in una contrattazione con il partner per ottenere sostegno alle proprie scelte di carriera.

Si lavora, tutti, troppo

Gli intervistati, sia uomini che donne, non sono soddisfatti del proprio work-life balance e circa il 60% dichiara che la propria azienda non possiede uno stile manageriale o delle politiche che favoriscano tale equilibrio. Il 73% degli uomini vorrebbe più tempo per famiglia e per lo sport (in egual misura, indipendentemente dalla presenza dei figli). Le donne vorrebbero più flessibilità, intesa come orari di lavoro modulabili e telelavoro.

Nel complesso sembra che gli uomini e le donne non si pongano nei confronti del lavoro in maniera molto diversa.
Gli intervistati evidenziano una comune consapevolezza dell’importanza della propria realizzazione professionale, indipendentemente dal genere.

Il paradigma tradizionale che vedrebbe la donna-madre spostare la propria fonte di realizzazione unicamente nella famiglia sembra superato.
Analogamente, anche gli uomini sembrerebbero ambire a una realizzazione personale su più dimensioni che contempli, oltre a quella lavorativa, anche le dimensioni ludiche e affettive.

Comprendere questa convergenza potrebbe diventare chiave, nel prossimo futuro, al fine di disegnare modelli organizzativi in linea con le aspettative delle proprie persone.

info@donnalab.it