In quest’ultima ricerca abbiamo cercato di capire se, riguardo al lavoro, le donne abbiano aspirazioni realmente diverse dagli uomini e quanto sia corretto, dunque, considerarle come una diversity.

Ecco un resoconto dei risultati che sono stati ripresi anche qui.

Il lavoro ideale? Consente di conciliare carriera e vita privata. E non si tratta di un’aspirazione solo al femminile. Lo dicono i risultati dell’ultima ricerca di donnalab che ha individuato quali siano le caratteristiche più desiderate – da donne e uomini – in un lavoro.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un crescente dibattito sui temi del welfare aziendale e sulle misure che attraverso lo Stato, e non solo, bisognerebbe mettere in campo per incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro. Diventa chiave capire quali sono gli aspetti maggiormente ricercati in una professione e i driver di motivazione più idonei per la popolazione di riferimento.

“Quali caratteristiche dovrebbe avere il tuo lavoro ideale?”: questa la domanda centrale rivolta ad un campione di lavoratori e di studenti universitari, uomini e donne, che, a guardare i risultati dello studio, pare abbiano aspirazioni e idee molto simili.

L’indagine è stata realizzata tramite un questionario on line nel mese di Giugno 2011 e ha coinvolto 305 persone equamente suddivise tra lavoratori (con in media dieci anni di esperienza professionale) e studenti universitari.
Dai risultati emerge che la dimensione lavorativa è molto rilevante: alla domanda “che importanza riveste la realizzazione professionale nella tua vita” la maggioranza degli intervistati assegna punteggi superori a 7 (in una scala 1-10), dato particolarmente accentuato tra gli studenti universitari, dove i punteggi superiori a 7 sono assegnati dall’85% delle ragazze e dal 78% dei ragazzi.
Ma veniamo al nocciolo della questione: quali caratteristiche dovrebbe avere il lavoro ideale. Gli intervistati hanno selezionato le tre caratteristiche per loro più importanti all’interno di un’ampia lista di scelte.

Chi già lavora vuole più equilibrio

Per gli intervistati del gruppo dei lavoratori il lavoro “ideale” è legato al proprio benessere ed equilibrio: occuparsi di contenuti interessanti e possibilità di conciliare lavoro e vita privata sono aspetti citati da oltre il 60% degli intervistati. La retribuzione è citata al terzo posto (49% delle citazioni), senza differenze rilevanti tra uomini e donne. Seguono le caratteristiche: clima lavorativo piacevole, percorsi di carriera chiari e basati sul merito, opportunità di carriera internazionale.

Gli studenti aspirano alla stabilità

Gli studenti esprimono in primis un bisogno di stabilità (56% delle citazioni). Oltre a questo, le giovani donne, intravedendo una potenziale difficoltà futura, aspirano a conciliare vita privata e lavoro, oltre ad un buon trattamento economico. I giovani uomini assegnano importanza leggermente superiore alla retribuzione e ai percorsi di carriera. Altre caratteristiche emerse sono il clima lavorativo piacevole e i contenuti interessanti.

Le donne e i pregiudizi
Nel campione dei lavoratori, più dell’80% riconosce che una donna incontra maggiori difficoltà nel proprio percorso di carriera rispetto a un uomo, senza significative differenze tra rispondenti di sesso maschile e femminile.

Tra gli studenti tale consapevolezza è meno accentuata, e addirittura il 64% dei giovani uomini non si aspetta differenze tra uomo e donna nel mondo del lavoro.

Tuttavia alla domanda esplicita se la maternità possa costituire un ostacolo alla carriera di una donna, il 58% degli studenti risponde in modo affermativo. Interessante notare come tra le altre potenziali cause di difficoltà per una donna il 67% degli studenti uomini citi il pregiudizio/l’atteggiamento maschilista. Riconoscendo tale anomalia nel nostro contesto socio culturale saranno in grado di rimuoverla?

Lavorare meglio

Nel complesso sembra che gli uomini e le donne abbiano aspirazioni simili.

La realizzazione professionale è una priorità per la maggioranza degli intervistati, specialmente tra gli studenti.

Ma cosa serve per sentirsi realizzati sul lavoro? L’aspetto che accomuna tutti i target è la possibilità di ottenere un bilanciamento tra carriera e vita privata, il work-life balance. Vita privata che non vuol dire solo famiglia ma sport, hobbies, in generale un salutare spazio per “sé”.

Attenzione, queste evidenze non vanno lette come un desiderio di lavorare meno, ma di lavorare meglio. In modo magari meno vincolato alla presenza fisica in ufficio, in cui il controllo sulle ore lavorate sia effettuato in base ai risultati e non all’orario di timbratura.

Modalità creative di organizzazione del lavoro sono possibili e iniziano a diffondersi anche nel nostro paese, facilitate dallo sviluppo della tecnologia. Certamente, come qualunque cambiamento, è necessario uno sforzo di pianificazione iniziale e, soprattutto, una presa di coscienza nella cultura aziendale e manageriale.

Se le imprese iniziassero a pensare che il tema del work-life balance non è un’esigenza prettamente femminile, ma un driver di motivazione anche per gli uomini e un elemento di attrattività per i giovani laureati probabilmente sarebbero più inclini a iniziare un percorso di rinnovamento.

Per maggiori informazioni: info@donnalab.it